Workshop di sumi no notan

Workshop di sumi no notan

19 maggio 2018, dalle 10:30 alle 14:00
Galleria Nobili
Milano (MI)
20121
Italy


Particolare di un paravento di Hasegawa Tohaku rappresentente pini nella nebbia
Hasegawa Tōhaku (1539–1610), Pini nella nebbia, Particolare di un paravento

a cura di Tetsuro Shimizu

Cos'è il sumi no notan

La parola giapponese notan 濃淡 denota un concetto legato alla sfera della composizione artistica: consta di due ideogrammi: no 濃 e tan 淡. No significa gradazione di profondità, scurezza, densità e concentrazione; tan si riferisce a qualcosa di pallido, tenue o in procinto di svanire. È traducibile in lingua corrente con chiaroscuro ma implica in origine non solo la disposizione della rappresentazione degli oggetti, illuminati e non, attraverso una gamma di grigi degradanti, ma anche lo studio dello spazio senza l'utilizzo del tracciato del disegno, secondo criteri di armonia e di bellezza. Più sinteticamente si riferisce all'interazione tra spazio positivo, luce, e spazio negativo, ombra, percepiti come valore unitario.

Pennelli e vaschetta di inchiostro sumi Come suggerisce Shimizu, sia la china giapponese, sumi 墨絵, che il pennello, non sono strumenti di precisione; il sumi infatti, ottenuto dallo sfregamento di un bastoncino di nerofumo e colla di pesce solidificati, è una polvere che, diluita in acqua, può dare origine a una gamma infinita di mezzi toni più o meno intensi così come il pennello è un mezzo che ha più valenza espressiva che descrittiva.

Partendo da questi presupposti, il noto artista e apprezzato docente Tetsuro Shimizu coinvolgerà i corsisti a misurarsi con strumenti tradizionali giapponesi e non, in un percorso che preveda momenti teorici di confronto sull'uso della china nella tradizione orientale e occidentale; in un secondo tempo verrà dato spazio alla sperimentazione artistica dei materiali facendo emergere, nella spontaneità del gesto istantaneo, l'intuizione creativa apparsa in quel momento contingente.

Biografia di Tetsuro Shimizu

Nasce a Tokyo nel 1958.
Vive e lavora a Milano; nel 1987 si trasferisce in Italia e si diploma in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove attualmente insegna Disegno per pittura.
Dal 1985 espone le sue opere in gallerie private, spazi pubblici in Italia e all'estero, tra cui ricordiamo le personali nel 2014 "Imperfezione" al Museo Enrico Butti, Viggiù (VA) e al Castello Visconteo, Abbiategrasso (MI); "Slittamenti del cuore, 9 artisti allievi di Gottardo Ortelli", a cura di C. Cerritelli (Museo Enrico Butti, Viggiù (VA), 2015); "Dedicata a Alberto Veca", a cura di C. Cerritelli, E. Longari (Castello Melegnano, Milano, 2015); "Dynamicmuseum", a cura di S. Iaccheo, M. Teseo (Museo Minguzzi, Milano, 2014); "Tetsuro Shimizu, Im-permanenza Mujō" 無常, a cura di M. Galbiati (Palazzo Libera, Villa Lagarina (TN), 2013); "XXXIX Premio Suzzara", a cura di C. Olivieri (Galleria del Premio Suzzara, Suzzara (MN), 1999); "XLVIII Premio Michetti", a cura di F. Gualdoni (Fondazione Premio Michetti, Francavilla al Mare (CH), 1996); "Artisti Internazionali Inediti in Mostra", a cura di A. Bonito Oliva (Ex Chiesa di San Carpoforo, Milano, 1992).

Iscrizione

  • Massimo 10 partecipanti
  • Costo 70
  • Sono inclusi i materiali
  • Le opere realizzate rimangono di proprietà del corsista
  • Per adesioni scrivere a: info@paraventigiapponesi.it


Annullamento iscrizione e mancata partecipazione

Se la disdetta avviene:
  • 10 o più giorni prima del corso: rimborso dell'importo all'85%
  • 7 giorni prima del corso: rimborso al 50%
  • meno di 7 giorni e/o non partecipazione al corso: l'importo versato non verrà restituito


Particolare di un kakemono di Sessho Toyo
Sesshū Tōyō (1420-1506), particolare di un kakemono in sumi-e

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