Ritmi vitali - Suoni e semi

da venerdì 27 settembre 2019
a giovedì 10 ottobre 2019
Inaugurazione Giovedì 26 settembre, ore 18:30
Arte 3160
San Marco, 3160
30124 San Marco (VE)
Italy

Bi-personale di Asako Hishiki e Anita Cerpelloni
all'interno di
TREE GIVE US LIFE PROJECT
27 Settembre - 10 Ottobre 2019
Inaugurazione giovedì 26 Settembre 2019 ore 18.00
c/o ARTI 3160, San Marco 3160, VENEZIA


TREE GIVE US LIFE PROJECT

La Galleria Paraventi Giapponesi- Galleria Nobili aderisce, con l'artista giapponese Asako Hishiki, al progetto TREE GIVE US LIFE ideato dalla paper designer Anita Cerpelloni nella sede del suo atelier veneziano.
Il programma si svolge in tappe successive coinvolgendo artisti di diversa nazionalità accomunati da una rinnovata sensibilità verso il mondo naturale.

L'obiettivo di Cerpelloni, che partecipa anche come artista, è destinare un'area circoscritta di territorio alla piantumazione; facendo dell'arte il veicolo di sensibilizzazione principale in tema di riforestazione, l'attenzione è posta sull'albero come simbolo iconico e allo stesso tempo elemento concreto di resistenza, radicamento e recupero di spazio sottratto arbitrariamente dall'ingerenza antropica.

Opera di Anita Cerpelloni
Anita Cerpelloni, Crescita, carta intrecciata e sumi (dettaglio), 65x130 cm, 2019


Nel segno di un percorso tracciato in precedenza da artisti come Beuys che nell'82, con un atto rivoluzionario a Documenta, vende 7.000 pietre di basalto per finanziare la piantumazione di querce a Kassel e di Salgado che con la moglie dà vita a 'Istituto Terra' per il recupero di 1052 ettari di foresta fluviale a Minas Gerais in Brasile, la riflessione di base fa leva sull'idea di restituzione dello spazio e di conseguenza sulla fruizione di un tempo che torni ad essere quello della naturalità; l'ambiente riscattato dalla finalità economica, da non-luogo si riappropria di una identità ritrovata cambiando la fisionomia del territorio grazie a una dimensione più equilibrata tra uomo e ambiente.

Viene chiamato "albero della pioggia" perchè le sue numerose foglie continuano a lasciar cadere gocce di pioggia raccolte durante la notte fino al mezzogiorno successivo e oltre. Le sue centinaia di migliaia di piccole foglie, che assomigliano alle piccole dita, riescono a conservare il liquido, mentre gli altri alberi si asciugano immediatamente.
Un albero ingegnoso, non è vero ?

Da Kenzaburō Ōe, "Donne che ascoltano l'albero di pioggia", 1982


RITMI VITALI, SUONI E SEMI. Una mostra a Venezia di Asako Hishiki

Il progetto site specific di Asako Hishiki, "Ritmi Vitali, suoni e semi", partecipa a questo ampio programma con una serie di xilografie in colloquio con le opere cartacee dell'artista Anita Cerpelloni, ospite e ideatrice di TREE GIVE US LIFE PROJECT.

I temi principali, seme e albero, sono percepiti rispettivamente come elemento naturale originario, metaforicamente fecondo e come componente fondamentale di risanamento e trasformazione. Il panorama di riferimento a cui Hishiki guarda, comprende la musica del compositore giapponese Tōru Takemitsu e specificatamente il brano "Rain tree", ispirato al racconto di Kenzaburō Ōe del 1982.

Takemitsu traspone spesso in suoni le suggestioni che sperimenta in natura e in particolare nei giardini giapponesi imprimendo un aspetto immaginifico alle sue opere:
...nei suoi lavori compaiono vento e uccelli, stelle e pioggia, autunno, ecc...
(Mitsuko Ono, Tōru Takemitsu as Cultural Mediator and Organiser in Japan).

Conosciuta per la delicatezza dei suoi interventi xilografici sulla trama della tela grezza, Hishiki fa del mutamento stagionale, e quindi del vivere il tempo di natura, la cifra principale della sua ricerca.
Lo sviluppo recente del suo pensiero artistico, iniziato in primavera con la residenza promossa da KAMART nell'ambito del Premio Arteam Cup e culminato con la mostra "Tonalità Vitali sull'Appennino Tosco Emiliano", si avvalora in questa occasione di ulteriori aspetti.

Opera di Asako Hishiki
Asako Hishiki, Suoni vitali #4, 2019, xilografia e acquarello su tessuto, 50x50cm


Hishiki parte dall'osservazione della natura di cui raccoglie e campiona quelli che definisce materiali trasparenti riferendosi agli aspetti intangibili frutto di un'immersione totale in essa; i silenzi, le pause, i rumori sussurrati o forti e sincopati così come le diverse tonalità stagionali, si fanno dapprima sensazioni per poi tradursi in tratti, linee, punti e campiture di diversa intensità; una trasposizione sinestetica che segue ed è traccia tangibile di un armonioso paesaggio interiore.

Sono appunto le emozioni vibranti a essere percepite quali momenti embrionali per la germinazione delle opere. Come il seme della pianta vigorosa richiede il tempo necessario alla crescita per dispiegare le proprie potenzialità così il tempo della produzione artistica imita quello della natura nella sua gestazione e sviluppo.

Non a caso la riflessione interiore, prima, e la tecnica di incisione e stampa della matrice lignea, poi, riportano l'artista a una dimensione artigianale tutt'altro che istantanea, fatta di rapporti diretti con strumenti e materiali naturali, scandita dal ritmo solitario del lavoro fisico e sancita da una cura paziente.
Analogamente l'osservatore che si trovi nel paesaggio naturale o ricreato dall'artista può intravedere quei semi per farli germogliare nella propria coscienza. "Il mare esprime l'immenso dispiegarsi, la montagna inghiotte e rigetta, la montagna si piega e si declina."

Shitao

INTRECCI, SEGNI, SUONI. Le trame di carta di Anita Cerpelloni

La carta si presenta per l'artista come materia grezza da tagliare e piegare, strato di fibre su cui scrivere, incidere e stampare. Da un foglio bidimensionale si possono ricavare forme tridimensionali: versatilità e modularità sono i tratti peculiari che permettono di alternare varietà e ripetizione. La carta fatta a mano da fibre naturali, alcune con semi o cortecce, porta in nuce racconti naturali e linguaggi umani.

I lavori di Cerpelloni sono realizzati su carta giapponese e cinese; l'artista intreccia in trame di carta leggera strisce precedentemente interessate da interventi calligrafici in modo da creare un tessuto di "parole di altro senso". Emergono testi inediti, alfabeti nuovi, codici linguistici rivisitati il cui sentore intimo è volutamente celato. La calligrafia, sia occidentale che orientale, ricorre spesso nelle sue opere più recenti.

La codificazione di alfabeti altri ha come scopo la ricerca di un codice segnico e semantico per descrivere un comune universo emozionale.
La sperimentazione degli ultimi anni sonda le vie del "Libro d'artista", dalla stampa d'arte all'edizione in copia unica, fino alle fusioni in vetro in cera persa di un modello di libro trasformato; l'intento è andare oltre il libro stesso: nella mostra "No Books-No Words" del 2016 alcuni esemplari vengono esposti al Museo del Vetro di Murano (VE).


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